Quando le case si vendevano sulla fiducia e la burocrazia arrivava dopo…
C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui vendere o acquistare una casa era un affare semplice. Niente trafile burocratiche, niente documenti da controllare fino all’ultima riga, niente tecnicismi da decifrare con l’aiuto di geometri o notai. Bastava un incontro, una chiacchierata, una stretta di mano – e soprattutto la figura centrale di quell’epoca: il mediatore di una volta . Era spesso un uomo del paese, conosciuto da tutti, rispettato, stimato. Sapeva chi cercava casa, chi stava pensando di venderla, chi aveva bisogno di sistemare due stanze per il figlio che si sposava. Faceva tutto con naturalezza, senza siti internet, senza annunci online, senza social . Era lui il passaparola vivente, il nodo di una rete fatta di fiducia e relazioni personali. Una telefonata, una visita al bar, un incontro per strada, ed ecco che si organizzava una visita. In pochi giorni, l’affare era fatto. Si vendevano i muri, non i documenti. Nessuno si preoccupava più di tanto se la cas...